08 Ottobre 2020

Cocciniglia Tartaruga e i danni provocati al Pino Domestico

Toumeyella Parvicornis o Cocciniglia Tartaruga del Pino Domestico

La Toumeyella Parvicornis, chiamata anche cocciniglia tartaruga per via della forma dello scudetto (che ricorda il carapace delle tartarughe) è un insetto fitofago insediatosi da qualche anno nel nostro paese nell’area geografica del centro sud, (in particolare Campania e Lazio dal 2014) passato alla cronaca per via dei danni molto gravi che provoca al pino domestico “Pinus Pinea“: in particolare da quest’anno è diventata un’emergenza fitopatologica anche per la capitale, nella quale sono presenti numerosi alberi di pino, importanti dal punto di vista botanico e paesaggistico, in zone di pregio storico e artistico.

La c.tartaruga è originaria del Nord America, si è propagata anche in altre aree geografiche e non avendo al momento antagonisti naturali, si sta espandendo velocemente in tutto l’areale del pino domestico del nostro paese.

Quali danni provoca la Cocciniglia Tartaruga del Pino Domestico?

L’attacco da parte di questa cocciniglia può essere individuata tramite l’abbondante melata riversata su rami e germogli apicali, che assumono un’aspetto lucido ricoprendosi successivamente di fumaggine, che riduce l’attività fotosintetica delle piante portandole ad un graduale deperimento.

La pioggia di melata ricopre inoltre la vegetazione del sottobosco, soffocando e portando a deperimento vegetativo anche altre specie oltre ai pini.

I danni procurati dalla Toumeyella Parvicornis portano a un deperimento generale delle piante colpite, che perdono vigore e smettono di produrre semi, e questo progressivo indebolimento porta lentamente le piante a diventare bersaglio dell’attacco di Scolitidi del Legno,a patologie del legno da parte di attacchi fungini , e infine anche alla morte.

Come si riproduce la Toumeyella Parvicornis?

La Toumeyella compie più generazioni nell’arco dell’anno (da 2 a 4 in base al clima): le infestazioni iniziano in primavera con la generazione svernante, ma in climi moto miti non ha bisogno di svernare e le generazioni si possono accavallare, presentando simultaneamente forme adulte di ambo i sessi, uova, e forme giovanili (chiamate anche neanidi).

Le femmine sono di forma ovoidale e da adulte raggiungono i 4,0 – 4,5 mm di lunghezza e i 4,0 mm di larghezza. Quando l’infestazione è numerosa possono sovrapporsi le une alle altre sui rami colpiti.

Ogni femmina depone circa 500 uova, di forma ovoidale, rossiccie e lucide, che misurano circa 0,4 mm di diametro. I maschi sono alati e si trasformano in circa 2 settimane da pupe ad adulti, mettendosi successivamente in cerca delle femmine per l’accoppiamento.

Le neanidi di prima età sono rossicce, hanno 6 zampette, poi maturando si ingrandiscono perdendo al contempo le zampe, virando successivamente di colore, passando dal verde scuro ad una tonalità marrone caratterizzata da macchie nere su tutto lo scudetto.

Come eliminare la Cocciniglia Tartaruga dai Pini Domestici?

Non si conoscono al momento predatori naturali di questo parassita sul territorio italiano, in areali dove si è consolidata da più tempo è stato però riscontrato un parassitoide del genere Metaphycus, che potrebbe limitarne l’attività nel lungo periodo.

Si stanno effettuando da tempo prove di lancio in alcuni areali con due insetti predatori, l’anagyrus pseudococchi e il Cryptolaemus Montrouzieri (che da tempo vengono utilizzati contro altri tipi di cocciniglie con buoni risultati), al momento però non si sono dimostrati molto attivi contro la C.Toumeyella.

Anche i trattamenti insetticidi alla chioma, da effettuare in momenti specifici del ciclo vitale dell’insetto (migrazione delle neanidi con adulticidi o presenza uova con ovicidi), risultano di difficile attuabilità per il contesto in cui si deve operare (parchi pubblici, piante molto alte, problema di deriva). Inoltre in un’ottica di salvaguardia di eventuali predatori che potrebbero insediarsi nel tempo, è consigliabile evitare l’utilizzo di insetticidi chimici mediante trattamenti esterni.

I lavaggi con attrezzature ad alta pressione e saponi a base di Sali potassici aiutano ad eliminare parte della melata prodotta dalla Toumeyella, ma risultano difficili da eseguire per le notevoli dimensioni ed altezze dei pini da trattare.

Sono in fase di test infine anche trattamenti di endoterapia, che prevedono l’utilizzo di prodotti insetticidi specifici iniettati al tronco, effettuati in autunno e soprattutto nella fase di ripresa vegetativa del pino, in concomitanza della migrazione delle neanidi della generazione svernante di C. Toumeyella.

Endoterapia su Cocciniglia Tartaruga

Questo tipo di intervento, a differenza dei trattamenti aerei, permette di preservare gli insetti predatori e di evitare il dilavamento del prodotto per eventi metereologici, oltre ad avere una efficacia prolungata nel tempo. Al momento quindi non esistono protocolli di intervento specifici relativi al metodo dell’endoterapia nei confronti della Toumeyella, ma si stanno facendo innumerevoli prove in diverse zone del Lazio e della Campania, che potrebbero portare a una soluzione “definitiva” del problema.

Concludendo, non esistono attualmente protocolli risolutivi contro la cocciniglia tartaruga, ma occorre operare in sinergia attuando tutte le operazioni di contenimento possibili (monitoraggio, prove con lancio di parassitoidi, trattamenti endoterapici, lavaggi della melata dove possibile e trattamenti insetticidi alla chioma) limitati però a contesti paesaggistici particolari o per piante di particolare interesse paesaggistico.

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2 commenti
  1. Anna Segato

    Visto che il trattamento endoterapico con olio di Neem ha dato ottimi risultati speriamo che non si aspetti oltre per intervenire massicciamente. Roma non sarebbe più la stessa senza i suoi pini e il trattamento è pure meno costoso dell’abbattimento!!!!!!

  2. Dott Agronomo Luigi Ramazzotti

    Ottimo consiglio! Snche l’uso dell!abamectima p.a. E’ efficace!


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