29 Marzo 2020

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Come utilizzare un Diserbante a base di Glifosate?

Come effettuare un diserbo sicuro ed efficace, tramite l’utilizzo di diserbanti a base di Glifosate?

Nonostante le polemiche e i problemi degli ultimi anni, il principio attivo Glifosate è l’unico antagonista realmente efficace ancora presente sul mercato nei confronti delle erbe infestanti.

Le problematiche di cui hanno parlato i giornali riecheggiano ancora nei pensieri dei piccoli hobbisti e agricoltori, ed è sicuramente corretto dire che bisogna fare qualcosa in merito all’utilizzo spropositato e senza controllo di questa tipologia di prodotti.

Come possiamo però effettuare un diserbo efficace, senza creare inquinamento all’ambiente?

Il principale errore di valutazione che molti commettono è quello relativo all’uso dei prodotti in se. Infatti se studiamo con un po’ d’attenzione il principio attivo Glifosate ed i suoi coformulanti, scopriremo che di per sè è un prodotto molto “volatile” che evapora velocemente non lasciando teoricamente tracce nel terreno.

Allora perchè tutte queste polemiche intorno a questo determinato agrofarmaco? La risposta è tra virgolette molto semplice, e cioè l’uso che ne viene fatto.

Le aziende e l’utilizzatore poco attenti, hanno abusato eccessivamente di questo prodotto, sovraddosandolo e erogandolo in modalità non proprio “corrette” inondando il terreno con questo principio attivo che ad alti volumi permea nel suolo senza possibilità di evaporare e inquinando quindi le falde e i terreni.

Come utilizzare quindi correttamente questo agrofarmaco, mantenendo elevata l’efficacia ed evitando riversamenti al suolo?

La prima e sacrosanta regola è quella di leggere l’etichetta del prodotto attentamente, anche se può sembrare a volte “illegibile”. In questa etichetta sono riportate esattamente le dosi da utilizzare per superficie, da cui poi trarre i dosaggi, che varieranno a seconda dell’infestante da colpire.

Diserbante Glifosate Zapi

Facciamo un esempio: nel retro del diserbante sistemico Zapi Shamal Mk Plus Cl PFnPE vengono indicate le dosi da utilizzare in l/ha (litri per ettaro) d’acqua di prodotto concentrato, prodotto che però dovremo diluire in acqua prima dell’effettiva erogazione. Dobbiamo quindi calcolare, in base al metodo di erogazione (con pompa a spruzzo dotate di campana o altre attrezzature cosiddette “selettive”) quanta acqua dovremo erogare per quantità di superficie.

Vi rimandiamo all’articolo di approdondimento sull’uso dei prodotti fitosanitari per capire come dosare al meglio il diserbante.

Una volta trovato il dosaggio, come posso distribuire al meglio il diserbante a base di Glifosate?

Il Glifosate ha un funzionamento cosiddetto “sistemico”, il che significa che viene assorbito dalla superficie fogliare delle piante, entrando nel sistema linfatico e distribuendosi in maniera omogenea all’interno della pianta. La sua azione bloccherà i processi di fotosintesi clorofilliana, portando alla morte delle erbacce dalla foglia più alta alla radice più profonda, eliminando del tutto l’infestante colpita dal diserbante.

Tenendo conto di questo comportamento, sarà quindi necessario fare in modo di distribuire accuratamente il diserbo sulla superficie delle foglie, facendo attenzione a non far colare il prodotto. Il metodo migliore è quello della nebulizzazione fine della soluzione, che aumenterà la capacità “adesiva” del prodotto riducendo gli sprechi e il riversamento nel terreno del prodotto (che non avrà efficacia, essendo assorbito solamente dalla superficie fogliare).

Dobbiamo poi tenere sotto controllo il meteo, poichè una pioggia improvvisa nelle successive 24 ore farebbe perdere efficacia al prodotto non ancora assorbito totalmente, che verrebbe dilavato finendo nel terreno.

Infine, nel caso di diserbo tra le file, o di piante singole o localizzate, sarà necessario dotarsi di attrezzatura selettiva, come ad esempio una campana da diserbo, che eviterà il disperdersi del diserbante su altre piante o foglie che verrebbero danneggiate dal glifosate.

Seguendo questi piccoli accorgimenti riuscirete ad ottenere un diserbo completo ed efficace, rimuovendo le fastidiose erbacce e riducendo di molto l’impatto ambientale dato dall’erogazione del Glifosate.

Specialmente nell’agricoltura, seguire le procedure corrette e nel rispetto delle etichette, vi garantirà sempre la migliore efficacia e il rispetto (per quanto possibile) della natura.

17 commenti
  1. Giuseppe

    Ottimo articolo, semplice e ben dettagliato comprensibile da un hobbista e inattaccabile da un professionista 😉

    • Andrea Ferrera

      Grazie mille per l’apprezzamento! Specialmente su questo argomento (glifosate) così delicato, è bello ricevere giudizi positivi!

  2. maurizio rinaldelli

    Finalmente un articolo con informazioni chiare e non terroristiche sui diserbanti. Avrei una domanda: devo estirpare un tratto di circa 25 metri di alianto infestante al confine di un terreno per piantare successivamente una siepe di ligustro e fotinia. posso usare il glifosato? in che diluizione in acqua? e questo danneggerà lo sviluppo della siepe? grazie Maurizio

  3. Fabio

    Per un incompetente come me sarebbe anche utile sapere come lavare l’attrezzatura utilizzata per l’irrorazione. Nal mio caso, pompa a mano da 5 litri. Si deve usare ammoniaca? In che percentuale? Oppure qualche altro acido? Magari è sufficiente sciacquare abbondantemente con acqua?
    Fabio

    • Andrea Ferrera

      Ciao Fabio,
      è sufficiente risciacquare abbondantemente con acqua, sia il serbatoio sia gli attrezzi per aspersione, basterà riempire la pompa d’acqua e dare qualche pompata per pulire le tubature e gli ugelli.

  4. cagnin franco

    ho una riva con canne di bambu da estirpare come posso fare con il glifosate ?

    • Andrea Ferrera

      Ciao, per estirpare le canne di bambù dovresti inserire il diserbante direttamente all’interno della cannetta, così da farlo assorbire con più facilità.

  5. Antonio

    Qualcuno sa come liberarsi da una infestazione di acanto? Grazie

  6. LEANDRO

    Ho utilizzato il glifosate per la prima volta l’estate dello scorso anno al fine di eliminare le piantine di canna che una volta si faceva usando la zappa pesante.
    Senza aver letto il vostro articolo mi sto muovendo di una cilindro da porre in modo che la pianta sia circoscritta ed irrorarla. Mi interessa, però, la “campana” di cui parlate nell’articolo. Dove posso trovarla? Ve ne sono di varie misure? Quanto pesano? Dovrebbero contenere anche le piante più grandi.
    Grazie per la vostra risposta.

  7. Tamara

    Buongiorno ,
    Ho utilizzato il glifosate su un edera enorme senza alcun risultato, ritento aumentando la dose o questo prodotto non è indicato e non mi darà risultati su questa pianta? Eventuali consigli per eliminare l edera?

    • Andrea Ferrera

      Ciao Tamara, ti confermiamo che il glifosate agisce anche sull’edera. Fai solo attenzione ai dosaggi (che dovrebbe essere di circa 150 ml in 10 litri d’acqua) e alla distribuzione sulle foglie: dovrai infatti nebulizzare finemente il prodotto evitando di farlo colare per terra.

  8. AGOSTINO

    Per estirpare il bambu leggo che é meglio mettere il glifosate direttamente nella cannetta (già provato con siringa e funziona). Ma concentrato o diluito? (Io l’ho messo concentrato). Ma se diluito in quale percentuale di acqua? Grazie.

    • Andrea Ferrera

      Ciao, solitamente per questo specifico utilizzo lo vediamo utilizzato puro, essendo una procedura non standard non sappiamo risponderti su eventuali diluizioni.

  9. Carboniero Giampaolo

    Devo estirpare il bambù che ha ormai infestato il giardino ( la moglie ha piantato tre piantine che ci erano state regalate qualche anno fa, sembrava tanto bello), ora vorrei intervenire con il glifosato, visto che ho provato con il piccone, ma inutilmente, e ho visto quanto tenace è questa pianta; devo diluire nella giusta quantità e versarlo all’interno della cannetta? Quanto? O devo versarlo concentrato? Grazie a chi vorrà aiutarmi.

    • Andrea Ferrera

      Ciao, ti conviene versare il glifosate concentrato direttamente dentro le cannette da eliminare, è l’unico metodo di cui conosciamo l’efficacia.


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