18 Maggio 2018

Guida: Come effettuare un trattamento fitosanitario

Come si effettua un trattamento fitosanitario

Abbiamo parlato a grandi linee su come si diluisce un prodotto per trattamento fitosanitario per il giardinaggio a questo link: https://www.gogoverde.it/blog/giardinaggio/preparazione-soluzioni-insetticide-fungicide/ ma con questo articolo vogliamo approfondire l’argomento, visti e considerati gli ultimi sviluppi anche legislativi in questo ambito.

Dobbiamo seguire alcune regole importanti per effettuare un trattamento fitosanitario sulle nostre piante, che sia efficace e non causi problemi alla nostra salute e a quella delle nostre piante.

La prima cosa da fare è individuare il problema delle nostre piante, che non sempre è causato da batteri, virus, insetti. Per fare questo consultate il vostro venditore di fiducia, che dovrebbe essere anche un tecnico agronomo, o quantomeno conoscitore delle piante, recandovi da lui se possibile, con qualche foglia o rametto, staccato da poco (non tenetelo in auto per una settimana, sarà difficile individuare il problema).

Se il problema necessita di uno o più trattamenti con prodotto/i specifici, dovrete munirvi di un minimo di attrezzatura per effettuarli.

Avrete bisogno di una pompa spray per nebulizzare la soluzione sulla vegetazione delle piante da trattare, di capacità differente in base alla superfice da trattare ( 1 lt, 2 lt, 4 lt, 6 lt, 8 lt , 10 lt ecc.). In base alle vostre esigenze, potrete utilizzare una pompa spray a precompressione o con pompa a batteria o con motore a scoppio (Potete trovarle al seguente link: https://www.gogoverde.it/giardinaggio-agricoltura/macchine-da-giardinaggio/pompe-irroratrici-spray.html) oppure un modello tradizionale a spalla con leva di pompaggio.

A precompressione:

Azionamento manuale continuo:

Elettrica a batteria ricaricabile:

Carriola a motore:

Dovrete anche munirvi di mezzi per la protezione individuale, che dovrete indossare durante la preparazione e la distribuzione della soluzione, in particolare:

  • Maschera facciale (protezione delle vie respiratorie e degli occhi)

Oppure

  • Semimaschera con filtri ai carboni attivi (per la protezione delle sole vie respiratorie; in questo caso dovrete munirvi di occhiali per la protezione oculare). Dopo l’utilizzo non va lavata ma riposta nella sua confezione o in un sacchetto, al riparo dall’aria.

Prestare attenzione al tipo di filtro da utilizzare, che per i fitofarmaci è il tipo A2P3

  • Sicuramente migliore ma per un utilizzo professionale è il casco con ventilazione attiva dove l’aria viene filtrata e immessa purificata all’interno della calotta, da una turbina dotata di filtri con motore a batteria ricaricabile o con attacco diretto al trattore

  • Occhiali trasparenti con protezione laterale (per evitare schizzi accidentali di prodotto)

  • Guanti protettivi con manichetta

  • Tuta in tyvek usa e getta (si può utilizzare più volte, comoda perché molto leggera, oltre ad essere economica

Ora siete pronti per preparare la miscela con acqua e fitofarmaco ed effettuare il trattamento seguendo questi consigli:

  • Leggete attentamente l’etichetta riportata sulla confezione del fitofarmaco, sulla quale sono riportate informazioni importanti sull’utilizzo, sul dosaggio, sulla miscibilità, sul periodo di carenza, sulle colture o piante autorizzate, oltre alle avvertenze per un corretto utilizzo, le informazioni per il medico in caso di intossicazione, le caratteristiche del prodotto, le indicazioni di pericolo; nello specifico:

DOSAGGIO:

Riportato in grammi (gr) o millilitri (ml) o lt o kg per unità di superfice (ettaro ) o per quantità di acqua (100 litri = 1Hl). Se il dosaggio è espresso in quantità per ettaro, dovrete fare questa semplice equivalenza : quantità di prodotto in grammi o ml da utilizzare in un ettaro di coltura diviso la quantità di acqua in litri necessaria per trattare un ettaro (10000 mq) di quella coltura.

Esempio: prodotto da usare a 3 kg x ettaro (3000 grammi) / 1000 litri acqua (quantità di acqua necessaria per il trattamento, quindi: 3000/1000= 3 grammi per litro di acqua (300 grammi x 100 litri di acqua). Non aumentare mai il dosaggio riportato, con la convinzione che aumenti l’efficacia, perché è assolutamente scorretto oltre a essere dannoso per l’ambiente e antieconomico.

MISCIBILITA’:

E’ importante sapere con cosa è miscibile o non, il prodotto che state utilizzando, nel caso di miscele di più prodotti, ad esempio un fungicida + un insetticida + un concime fogliare + un coadiuvante. Non sempre sono possibili tutte le miscele, e assolutamente da evitare le miscele vietate in etichetta (ad esempio olio bianco e zolfo, dopo una certa fase fenologica, provoca ustioni sulla vegetazione), oltre a problematiche di solubilità dei vari prodotti che tra di loro potrebbero causare una precipitazione o un amalgama inutilizzabile invece di una soluzione.

PERIODO DI CARENZA O INTERVALLO DI SICUREZZA O INTERVALLO AL CONSUMO:

Sicuramente uno dei parametri più importanti da considerare nel caso di trattamento a piante edibili, perché è il tempo espresso in giorni che deve intercorrere dal trattamento al consumo del frutto, e varia in base al prodotto utilizzato ed alla coltura trattata, e deve essere rispettato per ridurre al minimo i rischi per il consumatore.

CARATTERISTICHE DEL PRODOTTO:

Riportano il tipo di formulazione (liquido, sospensione, micro granuli, polvere, ecc.), il tipo di attività esplicata (insetticida, fungicida, erbicida, ecc.)

INFORMAZIONI PER IL MEDICO:

Riportano i sintomi in caso di intossicazione e il tipo di terapia da adottare. E’ importante tenere la scheda di sicurezza del prodotto oppure il nome commerciale del prodotto o il numero di registrazione al ministero della salute a portata di mano, perché in caso di intossicazione, aiuteranno il medico o il centro antiveleni a capire qual è stato il prodotto che l’ha causata.

LIMITE DEI TRATTAMENTI:

Con la consapevolezza che tutte le malattie o parassiti si adattano ad attacchi ripetuti con gli stessi prodotti, per un fenomeno di assuefazione, è riportato nelle etichette il limite max di interventi eseguibili nel corso dell’anno per quelle coltura.

INDICAZIONE DI PERICOLO E PRUDENZA – PITTOGRAMMI:

Sulle etichette di tutti i prodotti fitosanitari sono riportate le informazioni di pericolo relative all’ambiente ed i consigli di prudenza da adottare durante l’utilizzo di questi. Ad evidenziare il pericolo su ogni etichetta sono riportati uno o più simboli di pericolo.

Vecchia etichettatura :

Nuova etichettaura CLP:

Avete chiesto consigli di utilizzo al vostro tecnico di fiducia o venditore, avete letto l’etichetta. Ora, dopo esservi vestiti in modo adeguato come dei palombari per proteggervi siete pronti per preparare la miscela, in questo modo:

  • Utilizzate acqua pulita e non eccessivamente fredda, l’ideale dovrebbe essere a temperatura ambiente, specialmente nei mesi estivi con temperature superiori ai 25-30 gradi, l’acqua fredda potrebbe causare qualche problema alle foglie delle piante trattate.
  • La vostra acqua ha un’acidità (Ph) ottimale? E’ un elemento che di solito si trascura, invece ha un’importanza decisiva sull’efficacia e sulla persistenza d’efficacia del trattamento fitosanitario, in particolare per i trattamenti insetticidi. Il Ph ottimale dovrebbe essere intorno a 5,5 – 6. Se l’acqua che utilizzate è troppo dura (alto contenuto di ioni Ca e Mg), oltre i 12 °F (gradi francesi), aggiungete prima del fitofarmaco un prodotto acidificante, va bene anche l’aceto di vino o di mele in quantità di 2 – 3 grammi per litro. In questo modo otterrete una soluzione acida ottimale. Il fitofarmaco va aggiunto nel serbatoio della vostra attrezzatura quando avete riempito con circa il 20-30 % dell’acqua occorrente, poi portate a riempimento mantenendo agitata la soluzione.

Se dovete aggiungere più di un prodotto, seguite questa successione nella scelta dei prodotti dal primo all’ultimo:

  1. Fertilizzanti minerali idrosolubili
  2. Formulazioni in sacchetti idrosolubili
  3. Formulazioni in micro granuli idrodispersibili (WG / DF)
  4. Polvere bagnabile (Pb – Wp)
  5. Sospensione concentrata (Sc – Se)
  6. Concentrato emulsionabile (Ec)
  7. Fertilizzanti organici liquidi

La vostra miscela è pronta, potete effettuare il trattamento fitosanitario, ma è bene ricordare:

  • Evitate di trattare nelle ore più calde del giorno, meglio nel tardo pomeriggio
  • Effettuare il trattamento su vegetazione asciutta (non subito dopo una pioggia o il mattino presto)
  • Non effettuare il trattamento nel caso di presenza di vento, perché la bagnatura non sarà ottimale, si produrrà un effetto di deriva che potrebbe causare problemi di fitotossicità sulle piante limitrofe (in particolare se state effettuando un trattamento erbicida, con diserbante).
  • Non operate mai contro vento, se ritenete che la velocità del vento non comprometta l’efficacia del trattamento e non causi danni alle piante vicine.
  • La bagnatura della superfice fogliare deve essere uniforme e non si devono produrre gocciolamenti della soluzione, per evitare dispersioni di prodotto e accumulo nella porzione bassa della foglia, il che causerebbe causticità per effetto di accumulo. L’attrezzatura, in particolare l’ugello o gli ugelli adottati devono permettere di produrre una nube irrorante con goccioline molto fini
  • Non effettuate il trattamento fitosanitario con prodotti insetticidi su piante in fiore, sono assolutamente vietati, perché causerete mortalità degli insetti impollinatori (api e pronubi). Se dovete trattare piante che non sono in fiore, ma l’inerbimento del terreno è formato da essenze che in quel momento sono in fiore, prima di effettuare il trattamento, sfalciate il manto erboso.
  • Cercate di calcolare in modo preciso la quantità di soluzione che vi occorrerà, per evitare inutili sprechi, perché la soluzione in eccesso non può essere conservata per il trattamento fitosanitario successivo, perché perderebbe di efficacia (max 1 giorno, poi dovete utilizzarla), non è consigliabile ritrattare la vegetazione appena trattata, per evitare l’accumulo di prodotto su prodotto che potrebbe risultare fitotossico, e non potete eliminarla in modo convenzionale perché si tratta di un rifiuto speciale.

Avete rispettato queste condizioni? Allora potete partire con il trattamento fitosanitario.

Lavate sempre le attrezzature con acqua pulita alla fine di ogni trattamento per evitare che i residui causino problemi di intasamento della pompa o dell’ugello. Nel caso utilizziate un erbicida, il consiglio è di tenere una pompa adibita solo a questo utilizzo, per evitare spiacevoli sorprese nel caso il trattamento successivo sia effettuato su altre piante. E’sufficiente una piccola quantità di diserbante rimasto nella pompa dalla volta precedente, anche dopo il lavaggio per causare problemi seri alla vegetazione delle piante. E’ consigliabile l’utilizzo di un prodotto idoneo per il lavaggio delle attrezzature, non sempre l’acqua è sufficiente per eliminare tutti i residui.

Quali prodotti scegliere?

Con la nuova classificazione e la normativa che entrerà a breve in vigore, i prodotti fitosanitari saranno divisi in prodotti per solo uso professionale (richiesto il patentino per l’acquisto), e prodotti per uso non professionale (confezione fino a 500 grammi), per i quali non è richiesto il patentino. Naturalmente non saranno disponibili per utilizzo non professionale tutti quegli agrofarmaci che riportano frasi di rischio nocivo o tossico. E’ presente un’altra categoria, quella dei PPO, cioè prodotti per piante ornamentali, che si utilizzano per il” trattamento fitosanitario delle piante ornamentali e dei fiori da balcone, da appartamento e da giardino domestico”. Si tratta di prodotti giù pronti, non da diluire, con basse concentrazioni di pricipio attivo, di libera vendita, ma utilizzabili per trattamenti limitati.

Cercate di farvi consigliare sull’utilizzo dei fitofarmaci, privilegiando quelli con impatto ambientale e tossicità verso l’operatore più bassi; non è vero che prodotti più tossici siano anche più efficaci, perché dipende dal meccanismo d’azione e dal momento d’intervento.

E’ importante capire quando è il momento esatto per intervenire contro una determinata malattia o parassita, per questo chiedete sempre consiglio ai vostri tecnici di fiducia ed in particolare nella lotta contro gli insetti, impiegate anche tutti quei mezzi biologici disponibili oggi sul mercato, come le trappole per il monitoraggio del ciclo dell’insetto o per la cattura di massa degli insetti dannosi.

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9 commenti
  1. […] Eventuali trattamenti fitosanitari andranno ponderati sia nei confronti del tipo di pianta, sia nei confronti della stagione di trapianto. Potete consultare la nostra guida ai trattamenti fitosanitari al seguente link: Guida: Come effettuare un trattamento fitosanitario […]

  2. […] inoltre combattere la Piticchia tramite trattamenti fitosanitari a base di Rame (ad es. poltiglia bordolese, idrossidi e […]

  3. […] altro metodo di difesa è quello chimico-biologico dell’uso del Bacillus Thuringiensis sso. Kurtsaki. Efficace sulle larve, questo batterio, una […]

  4. […] anche se registrati per utilizzo in agricoltura biologica. Questo perchè sono registrati come agrofarmaci presso il ministero della salute per il loro utilizzo (bersaglio, dosaggi, condizioni d’uso, […]

  5. […] idonei prodotti ed erogatori dei feromoni, escludendo così la lotta convenzionale con impiego di insetticidi, a favore di una lotta biologica, altrettanto […]

  6. […] Insetticida: Per le forme adulte, la maggior parte dei piretroidi risulta efficace nell’eliminare la Popillia, tra cui Tetrametrina, Deltametrina, Tau-fluvalinate (più sicuro per le api) oppure Acetamiprid. Per le forme larvali invece vengono utilizzati geodisinfestanti a base di Imidacloprid o Fipronil. […]

  7. […] definire l’endoterapia come la tecnica che permette di combattere i parassiti, le malattie, le fisiopatie delle piante, senza dispersione di prodotti chimici […]

  8. […] ridotto o nullo di insetticidi che nuocerebbero alla salute degli […]

  9. […] rimandiamo all’articolo di approdondimento sull’uso dei prodotti fitosanitari per capire come dosare al meglio il […]


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