01 Marzo 2020

Impianto di Irrigazione per Vigneto Parte 1

Creare e Gestire un Impianto di Irrigazione per Vigneto

In questo articolo parleremo della gestione idrica in vigneto e frutteto, al fine di massimizzare la resa della coltura con il minimo dispendio di energia e spreco idrico.

Parleremo quindi di irrigazione ad alta efficienza, prendendo in considerazione tutti gli aspetti più importanti per la corretta progettazione e realizzazione di un impianto di irrigazione che possa essere appunto ad alta efficienza.

La gestione delle risorse idriche in agricoltura è ormai diventata una priorità assoluta, considerando i recenti cambiamenti climatici che da Nord a Sud determinano sempre più condizioni di scarsa disponibilità idrica per tutte le colture, nelle fasi fenologiche più importanti delle piante.

Osservando il grafico seguente, possiamo renderci conto di come le temperature negli ultimi 50 anni siano progressivamente aumentate in media di circa 1 grado °C.

Di pari passo la piovosità media (i mm di pioggia caduti nell’anno di riferimento) risulta progressivamente diminuita.

Possiamo notare inoltre come non ci sia proporzione tra un anno e l’altro, con alternanza di annate estremamente siccitose ad annate con picchi di piovosità eccessivi.

L’anomalia si riscontra anche nella tipologia delle precipitazioni, che hanno assunto un carattere “torrenziale”, con rovesci estremamente abbondanti che si riversano sulle colture in pochissimo tempo ( che paradossalmente risultano dannose, non apportando di certo disponibilità idrica nel lungo periodo). A fronte di questo trend meteorologico, diventa quindi imprescindibile operare una corretta gestione dell’acqua, bene sempre più prezioso, in agricoltura.

Considerando tutte le variabili climatiche dell’ultimo periodo quindi, i principali aspetti da considerare prima di progettare l’impianto sono i seguenti:

  • Zona pedoclimatica in cui si trova la coltura, nord o sud determinano diversi indici di evapotraspirazione, con diverse medie stagionali di temperatura e piovosità.
  • Qualità dell’acqua, cioè da dove viene prelevata l’acqua di irrigazione: canale di bonifica, lago, bacino, pozzo fiume, per determinare il tipo di filtrazione più adeguata
  • Bilancio idrico della coltura, cioè di quanta acqua ha bisogno la coltura, in tutte le sue fasi fenologiche.
  • Sesto d’impianto della coltura, nel nostro caso vigneto o frutteto.
  • Età della coltura, il vigneto in allevamento ha un bilancio idrico diverso dal vigneto in produzione.
  • Tipo di coltura da irrigare (nel nostro caso la vite)
  • Tipo di terreno ( morfologia del terreno in cui risiede o verrà impiantato il vigneto), quindi la tessitura, se il terreno è di tipo sabbioso, limoso, argilloso, medio impasto, ecc.

Quest’ultimo parametro è di fondamentale importanza, poichè l’acqua si comporta in modo differente a seconda del terreno: in un substrato sabbioso scenderà in profondità più velocemente rispetto ad un terreno argilloso, nel quale tenderà ad allargarsi e percolare più lentamente.

Risulta utile quindi un’analisi preventiva del terreno per valutare questi parametri.

Comportamento acqua irrigazione del vigneto

Comportamento dell’acqua a seconda del tipo di terreno

In questo articolo parleremo in modo specifico della Subirrigazione, che è sicuramente il metodo migliore in termini di efficienza e risparmio idrico ed energetico.

L’unico sistema di irrigazione che permette di realizzare un impianto ad alta efficienza in un vigneto è l’irrigazione a goccia (o micro-irrigazione) di superficie o interrata.

La caratteristica principale dell’irrigazione a goccia è la distribuzione localizzata: l’acqua viene distribuita vicino alle radici delle piante, tramite erogatori che lavorano a bassa portata e bassa pressione di funzionamento.

L’acqua somministrata a goccia permette di creare un bulbo umido al di sotto della superficie, formando un primo strato superficiale saturo, un profilo saturo che si estende in profondità, una diffusione laterale per capillarità, ed un’ultima fase di percolazione.

Gran parte degli impianti di irrigazione per vigneto tradizionali ancora utilizzati, ad esempio l’irrigazione a scorrimento o quella a pioggia, sopra o sotto chioma, non permettono di raggiungere il grado di efficienza dei sistemi a goccia, oltre a vincolare i periodi di irrigazione solo ad alcune delle fasi fenologiche del vigneto in cui si apporteranno grandi quantità di acqua che però utilizzerà solo in parte.

In termini percentuali, possiamo parlare di un grado di efficienza fino al 95% per un impianto a goccia e di 70/80% con irrigazione a pioggia. Con l’irrigazione a scorrimento, scendiamo al di sotto del 50%.

I sistemi a goccia permettono quindi di conseguire un ottimizzazione delle risorse che può essere riassunta in questi punti:

  • Alta efficienza di distribuzione, che si traduce in un elevato risparmio idrico
  • La facilità di gestione di un impianto tramite la possibilità di automatizzarlo si traduce in risparmio della mano d’opera.
  • Funzionamento a bassa pressione dell’impianto, che consente un notevole risparmio energetico
  • Possibilità di adottare un apporto di nutrienti calibrato tramite Fertirrigazione, che consente un considerevole risparmio sulla quantità di fertilizzante utilizzata nel vigneto.

Quando bisogna irrigare il vigneto? Quali logiche dovrò seguire per regolare i tempi di irrigazione?

L’irrigazione a goccia rispetta la logica del “Poco e spesso” e consente di fornire l’acqua a tutte le piante del nostro vigneto in modo uniforme. Poco e spesso significa conoscere le esigenze idriche della coltura, del vigneto o frutteto, e applicarle con più turni di irrigazione, diversificate negli apporti.

In tal senso si è visto come uno stress idrico controllato (Regulated Deficit Irrigation> RDI), sia il sistema migliore che permette di ottenere le produzioni migliori, quantitative e qualitative. Quindi gli apporti saranno maggiori o minori, in base alla fase fenologica ed alla piovosità del periodo, e potremo controllare il deficit idrico intervenendo prima dello stress, che è l’indice che solitamente fa partire chi utilizza sistemi a pioggia.

Si attende che la pianta mostri di “avere sete”, quando le foglie interne cominciano ad ingiallire, per poi irrigare a pioggia con apporti di 30 40 mm. Purtroppo, in questa specifica fase, abbiamo già superato la soglia di sicurezza e la pianta ha già chiuso gli stomi per auto proteggersi, l’irrigazione sarà quindi solo un’irrigazione di soccorso.

I dati di asporto della coltura e gli apporti idrici diversificati, possono essere determinati in base a tabelle tecniche o con ausilio di software reperibili o utilizzabili sul web, ad esempio Irrinet.

I momenti critici che determinano qualità e produzione nel vigneto, e che richiedono diversi apporti idrici, si possono riassumere in 4 punti:

  1. Assenza di stress idrico alla ripresa vegetativa, anche perché normalmente è un periodo in cui dovrebbero essere presenti precipitazioni, essendo primavera, comunque non occorre abbondare con l’acqua per evitare eccessi vegetativi
  2. Lieve stress idrico dalla prefioritura all’invaiatura. Questo è il periodo in cui non deve assolutamente mancare l’apporto idrico, perché è il momento in cui si formano i grappoli ed avviene l’allegagione. E’ la fase fenologica più importante, in cui si determina la produzione futura.
  3. Aumento dello stress idrico dall’invaiatura alla raccolta; in questo periodo l’apparato fogliare è già ampiamente formato, eccessi di acqua determinerebbero una vigoria eccessiva della chioma, a scapito della qualità e del grappolo, con ritardi di maturazione e probabili sviluppi successivi di botrite o marciumi. Dobbiamo però mantenere verde l’apparato fogliare o al massimo producendo uno stresso più marcato fino ad indurre un inizio di ingiallimento delle foglie basali, più marcato per le uve a bacca rossa rispetto a quelle bianche.
  4. Assenza di stress idrico dalla raccolta alla caduta delle foglie, perché la pianta dopo la raccolta, tramite l’acqua, immagazzina sostanze nutritive per lo sviluppo dell’apparato radicale e per l’accumulo di sostanze nutritive che serviranno nell’annata successiva.

Uniformità di distribuzione significa apportare la stessa quantità di acqua a tutte le piante presenti nel vigneto, condizione impossibile con irrigazione a pioggia, in quanto l’uniformità è compromessa dalle pendenze anche minime che si riscontrano nella superficie, oltre che dalla morfologia del terreno che può variare anche nello stesso appezzamento, determinando gradi di assorbimento e penetrazione.

Si può capire come sia impossibile attuare queste 2 semplici regole con i sistemi tradizionali di irrigazione, al contrario di un sistema controllato come l’impianto a goccia.

La peculiarità di un impianto di irrigazione a goccia ben progettato è proprio quella di apportare la stessa quantità di acqua in ogni punto dell’appezzamento: ogni gocciolatore presente apporterà la stessa quantità di acqua nell’unità di tempo stabilita.

Tutto questo si traduce nella possibilità di programmare turni irrigui precisi, conoscendo le esigenze della coltura in quella determinata fase fenologica e come vedremo in seguito, sarà molto utile per l’apporto preciso dei nutrienti, dotando l’impianto di irrigazione di un sistema per la fertirrigazione.

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