19 Settembre 2023

Concime: quale tipologia utilizzare e quando impiegarlo

La scelta del concime più adatto per la tipologia di terra di coltura è fondamentale per ottenere risultati soddisfacenti. Un buon prodotto fa crescere la pianta in maniera rigogliosa, evitando alcune problematiche legate anche all’acqua e all’esposizione diretta alla luce solari di alcuni vasi.

Infine, a fare la differenza sono anche le tempistiche con cui si effettua la concimazione.

L’importanza del terriccio e del concime

Prendersi cura del proprio orto significa valutarne i vari aspetti. Un errore che molto spesso si fa è quello di non occuparsi delle sostanze nutritive che normalmente sono presenti nel terreno.

Quando c’è la crescita di una pianta, soprattutto se si tratta di verdure e di ortaggi di vario genere, succede che queste sostanze nutritive vengono assimilate e quindi il terreno risulta meno ricco. È poi è altrettanto vero che innaffiando costantemente si ottiene un’ulteriore perdita di sostanze nutritive. In quest’ultimo caso se la pianta sta crescendo in un vaso, le sostanze nutritive si accumulano nel sottovaso e formano una sorta di ultimo strato di terreno.

La conseguenza è che c’è un eccessivo accumulo di calcare, controproducente in quanto deve esserne povero. Con un po’ di attenzione si può però prevenire questa formazione calcarea attraverso l’utilizzo di acqua piovana per innaffiare oppure di acqua filtrata con la tecnica dell’osmosi inversa.

Il vaso e il riciclo del terriccio

Nelle piante i cui vasi sono posizionati in una zona direttamente esposta ai raggi solari e, soprattutto se i vasi sono di colore scuro e di plastica, c’è la tendenza nel creare un substrato secco, specialmente quando le temperature si innalzano. La conseguenza è quella di avere un terreno povero di flora batterica, fondamentale per nutrire la pianta e per farla crescere rigogliosa.

Insomma, bisogna occuparsi del terriccio che è una risorsa preziosa e può essere anche riciclata. L’importante è eliminare le radici vecchie della pianta preesistente e poi lo si potrà utilizzare distribuendolo a pioggia.

La scelta del concime

Per sperare di ricevere dal proprio orto dei prodotti di qualità e privi di materiali estranei e inquinanti, è necessario che il terreno lo sia altrettanto.

Il primo consiglio è quello di scegliere un concime che permetta di creare un substrato, ossia la parte che unisce fertilizzante e il terriccio.

In commercio ci sono almeno tre diverse tipologie di concimi:

  • Biologici, che sono i migliori e poi ci sono quelli
  • Naturali, ossia i fertilizzanti naturali, quelli usati una volta dai nostri nonni.
  • Concimi chimici, che invece si ottengono attraverso una lavorazione industriale ottimizzata.

Perché si usano i concimi chimici

Tutte le tipologie di concimi che non derivano da composti biologici possono presentare delle impurità, come anche plastiche e metalli e queste di fatto nutrono la pianta che poi si va a mangiare. Ad esempio i concimi chimici presentano questo rischio, ma vengono ancora utilizzati per il rapporto qualità-prezzo.

Potrebbe essere utile invece scegliere il concime naturale; c’è però la necessità di trovare un prodotto tradizionale, come ad esempio il letame. Sono ricchi di elementi che arricchiscono il terreno, ma è chiaramente complesso trovarlo e soprattutto gestirlo nel caso di un piccolo orto ricavato sul proprio terrazzo. Certamente in un terreno di campagna questa potrebbe essere la soluzione migliore. Inoltre, c’è anche qui un discorso legato all’affidabilità del produttore, perché questo concime deriva dall’alimentazione che il produttore offre ai propri animali.

Le soluzioni alternative

Per ovviare a tutte queste piccole problematiche legate al letame, è possibile optare per delle soluzioni alternative, come ad esempio il guano di uccelli che è ricco di nutrimenti per cui paragonabile ai benefici offerti dal letame. Il vantaggio è quello di essere molto più pratico da usare e di dimensioni molto più contenute.

Rivolgendosi ad aziende specializzate, è possibile anche individuare dei terricci già miscelati con dei concimi di guano. Infine, c’è la soluzione ottimale rappresentata dai concimi biologici che offrono il miglior riscontro per quanto riguarda la praticità e per la sicurezza degli elementi nutritivi che dispongono.

Quando fare la concimazione

La concimazione, inoltre, va fatta con le tempistiche giuste. Per quanto riguarda le piante sempreverdi bisogna fare una concimazione in primavera, una a inizio estate e una nel periodo autunnale. Se ne aggiunge anche una quarta che ha delle caratteristiche differenti, preferibilmente con un concime organico, durante l’inverno. Per le cosiddette piante sfogliate, invece, vanno eseguite tre concimazioni: in primavera, a fine maggio e a fine estate.

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